
"VEDO IL MIO CORPO..... E NON E' SEMPRE COME LO VORREI.."
INSODDISFAZIONE, "FISSE", CONDIZIONAMENTI
E DISTURBI ALIMENTARI
Dal Sole 24 Ore
ROMA (2 giugno) - Vent'anni di lotta contro il male che l'affliggeva e la pubblicazione di un libro autobiografico, Trenta chili, per raccontare la sua vita devastata dall’anoressia. Stefania Sabbadini, 39 anni, è deceduta ieri per arresto cardiaco. Il suo cuore si è fermato proprio quando era riuscita a vincere la battaglia contro la malattia. Nelle pagine scritte per raccontare i lunghi momenti di lotta, oggi rimane la sua testimonianza di dolore, di paura, ma soprattutto la sua prova di grande coraggio, il suo modo di guardare il mondo da bambina, da ragazza e poi da donna, sempre lottando.
Trenta chili è una storia vera di anoressia raccontata dalla protagonista, Stefania, a quattro mani con Luana De Vita, una psicologa dell’equipe che l'ha seguita. Stefania Sabbadini era nata a Roma nel 1969 e si era laureata in Scienze biologiche (indirizzo Scienze dell’alimentazione). Stava terminando il secondo anno del corso di laurea in Scienze Infermieristiche e voleva aprire una casa famiglia per aiutare le ragazze affette da disturbi alimentari. Un passo alla volta verso una vita nuova che però il suo corpo, troppo provato dalla malattia, non le ha più permesso di compiere.
«La cosa più tragica è che ci siano così tante ragazze talmente disperate da voler solo morire, ma purtroppo care amiche vi dico per esperienza che quella morte tanto agognata non arriva mai perché, a dispetto di tutte le teorie scientifiche, per quanti livelli di stenti possiate raggiungere, il nostro corpo continua nostro malgrado a sopravviverci, lasciandoci solo le conseguenze disastrose e dolorosissime di questa vita…se poi vita è!». Queste le parole che Stefania aveva indirizzato con una lettera aperta al fotografo Oliviero Toscani, promotore della campagna "No anorexia" con delle foto che mostravano il corpo nudo di una giovane modella francese malata. «Non gridate allo scandalo per quella foto - aveva scritto Stefania - ma gridate perché finalmente questa situazione venga cambiata e perché si faccia finalmente qualcosa per aiutare e prevenire, qualcosa di concreto per noi malate di paura di vivere e di amare».
(tratto da: http://www.ilmessaggero.it/)
Prendera' il via ad aprile il progetto "Le Buone pratiche dicura e la prevenzione sociale dei Disturbi del comportamento alimentare (DCA)". E' la prima volta che in Italia viene messo a punto un progetto nazionale di intervento preventivo e assistenziale (con uno stanziamento di circa 1 milione di euro) per fronteggiare l'emergenza sociale dell'anoressia, della bulimia e degli altri disturbi del comportamento alimentare che investono una percentuale crescente di italiani e che conoscono una loro preoccupante diffusione soprattutto tra le ragazze ed i ragazzi piu' giovani.
Il progetto sara' presentato lunedi' 3 Marzo, presso la sede del Ministero per le Politiche giovanili e le Attivita' sportive (POGAS) in Largo Chigi 19 (salone Monumentale, secondo piano). Il progetto e' stato elaborato sulla base del Protocollo di Intesa tra il Ministero per le Politiche giovanili e il Ministero della Salute e realizzato nell'ambito del programma "Guadagnare Salute".