"VEDO IL MIO CORPO..... E NON E' SEMPRE COME LO VORREI.."

 

INSODDISFAZIONE, "FISSE", CONDIZIONAMENTI

E DISTURBI  ALIMENTARI

venerdì, 17 ottobre 2008

vincere una sfida - Bologna Challenge DCA’09 13-14 Febbraio 2009

Bologna Challenge DCA’09 13-14 Febbraio 2009
Vincere una sfida
Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDCA) e
Associazione Nazionale Dietisti (ANDID) uniscono le proprie forze
La Formazione per il Team Approach Multi-professionale dei Disturbi
Alimentari

La Formazione come prerequisito dell’Empowerment per il Team Approach
1. Il Team Approach è indispensabile nei DCA
In questi ultimi 10 anni il problema dei DCA è emerso nella sua globale importanza e le conoscenze in merito sono orami acquisite
dagli addetti ai lavori.
Tutti i professionisti ormai conoscono a pieno la materia e in genere sanno “che cosa sono” i DCA, Obesità compresa. Non sempre
tuttavia, tutti sanno “cosa fare” e tanto meno lo possono fare in un assetto terapeutico monoprofessionale perché il vero problema è
“come lavorare” in assetto multidisciplinare. Sappiamo quanto è difficile, non ci sono regole condivise perché siamo costretti ancora oggi
a lavorare all’interno di strutture basate sulla organizzazione per Discipline.
La complessità dei DCA richiede una particolare struttura assistenziale rappresentata dal Team Multi-disciplinare con
integrazione delle Professionalità che si avvale della metodologia Team Approach appropriata. E’ questa affermazione una evidenza su cui
esiste una totale ed inequivocabile condivisione in tutte le comunità assistenziali e scientifiche che si occupano di DCA.

2. Il Team Multi-disciplinare deve essere efficiente ed efficace
Un Team efficiente e con efficaci risultati di esito e di processo è quello in cui ogni specialista può esercitare il suo lavoro in una
area di patologia e di competenze in cui non necessariamente può essere un esperto a 360°. Nel Team le modalità di lavoro dei singoli
membri non devono interferire con quelle degli altri membri ma si devono sovrapporre col profitto reciproco e dell’utenza

3. L’Integrazione delle professionalità nel Team-Approach Multi-disciplinare
Il Team Approach richiede l’integrazione dello stile di lavoro, dell’apprendimento, delle conoscenze, della formazione, delle
prospettive e soprattutto intensa comunicazione tra i professionisti. Nella migliore pratica clinica i protocolli terapeutici integrati si
possono sviluppare solo nell’assetto del Team Approach multi-disciplinare che nel management dei DCA è riconosciuto all’unanimità.
Conflitti, sovrapposizioni, difficoltà di comunicazione e problemi relazionali sono all’ordine del giorno e il risultato può essere
variabile, positivo o negativo. La costante sovrapposizione dei compiti deve essere superata dall’integrazione delle professionalità.
Inoltre l’assetto multi-professionale è multi-dimensionale nel tempo e nello spazio.
I professionisti delle rispettive discipline devono accettare che inter-disciplinarità


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martedì, 15 aprile 2008

CORSO REGIONALE DI PERFEZIONAMENTO SUI DCA

a Reggio Emilia 17 giugno

GIORNATA CONCLUSIVA DEL CORSO REGIONALE DI PERFEZIONAMENTO SUI DCA

 

Il contributo scientifico del Corso Regionale al miglioramento dei percorsi clinici assistenziali delle persone con DCA

 

Az. USL di Reggio Emilia - Sala Galloni

Via Amendola n. 2 - Reggio Emilia

 

Ore: 9.00-18.00


Saranno presentate e commentate alcune tesi redatte dai corsisti  del Corso Regionale di Perfezionamento sui DCA "La gestione multidisciplinare integrata dei DCA. Il Team Approach e il Team Management".

Contributi alla discussione: Umberto Nizzoli, Massimo Cuzzolaro, Marinella Di Stani, Emilio Franzoni, Camillo Loriedo, Mauro Mariotti, Nazario Melchionda, Romana Schumann.

E' prevista la presenza di Angelo Fioritti ed Elisabetta Fréjaville (Regione Emilia-Romagna).


Sono stati richiesti i crediti ECM per medici, psicologi, infermieri e dietisti.
Saranno inviati a breve il programma definitivo e la scheda di iscrizione.


N.B.: il seminario è aperto a tutti gli operatori interessati, non solo ai corsisti e ai docenti del Corso sopracitato


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venerdì, 02 novembre 2007

convegno LASCIARSI MORIRE DI FAME ingozzandosi di niente

intervento tenuto il 23 ottobre 2007 alle Magistrali “M.di Canossa” di Reggio Emilia
dal Professor Umberto Nizzoli

(tratto direttamente dalla registrazione della conferenza)


I termini del problema
Auspico che questa sera si possa fare una riflessione, una camminata, un pic-colo percorso di salute, di comprensione e di avvicinamento al dolore ed alla soffe-renza che colpiscono molte ragazze ed anche qualche ragazzo. Perché ci porti poi ad avere maggiore sicurezza interna cioè maggiore possibilità di decodificare e in qualche modo quindi comprendere e accogliere che cosa succede nella mente e nel comportamento di un numero purtroppo rilevante di giovani che vivono nelle nostre scuole. Giovani, ma non solo. Anche chi non è più tanto giovane può essere interes-sato perché i problemi di cui ci occupiamo insorgono più frequentemente nell’adolescenza e nella prima giovinezza, ma in alcuni casi hanno anche degli esor-di più tardivi, emergono anche in gioventù centrale, verso i 30-32 anni.
Questo tipo di problematiche hanno anche il difetto di potersi incistare nella mente, radicare, diventare fissazione nella mente delle persone e non spegnersi. Si vede quindi come ci possono essere delle persone che sono affette da disturbi dell’alimentazione da decenni e che perciò hanno largamente intaccato la qualità del-la loro vita, mortificando il proprio corpo, mortificando le proprie relazioni e anche mu-tilando le opportunità delle persone che attorno a loro vivono.
Non va trascurato infatti che l’insorgenza così precoce, frequentemente collo-cabile agli esordi dell’adolescenza, non può non coinvolgere pesantemente il gruppo familiare. È impossibile vedere nascere una patologia di questo genere e trovare dei genitori distratti che non si colpevolizzano. I genitori partecipano a questa sofferenza e si sentono travolgere da questa sofferenza. Si sentono annichiliti e molte volte im-potenti. Ed in effetti è molto difficile riuscire ad avvicinare questi problemi, occorre molta attenzione e molta delicatezza. Quella che speriamo questa sera di riuscire a mettere un po’ assieme ed uscire con qualche sicurezza in più e quindi dare un con-tributo a proteggere i nostri giovani dall’assalto dei disturbi dell’alimentazione, che sono tanti.

Collochiamo i disturbi dell’alimentazione su una linea
A parlare dei disturbi dell’alimentazione in senso lato si rischia di parlarne in modo improprio nel senso che li potete mettere tutti quanti su una linea che potete immaginare davanti ai vostri occhi, dove ad uno degli estremi mettete l’estremo più simbolico dei disturbi alimentari. Cioè quella tal condizione per cui la persona arriva a rifiutare di alimentarsi e davanti a qualsiasi evenienza a qualsiasi suggerimento, davanti a qualsiasi spontanea spinta: “Vedi come sei magra, mangia un po’”, non otte-niamo altro che l’effetto opposto.
Dire alla persona di questa natura: “Mangia un po’”, che è l’istinto che viene a tutte le più care amiche quando vedono una persona così afflitta e così smagrita, e-quivale a sentirsi contro-sprezzantemente giudicate: “Tu ti permetti di dare un giudi-zio!? Tu non capisci niente. Io sono troppo grassa invece. E se tu mi dici mangia un po’ tu sei peggio del peggior diavolo e nemico e vuoi la mia rovina e il mio disastro. Ergo, vattene lontano da me”. E allora è chiaro che una mamma che dice: “Mangia un po’” alla figlia che è così smagrita e si sente dire: “Tu non capisci niente, vattene” non può che essere disorientata: “Ma come è palese che sei magrissima!” e nello stesso tempo sentirsi rifiutata è qualcosa che spezza drammaticamente il cuore.

Leggi l'intero Intervento in .pdf

venerdì, 19 ottobre 2007

LASCIARSI MORIRE DI FAME ingozzandosi di niente

La recente pubblicazione dei manifesti per la campagna contro l’anoressia, ha avuto un forte impatto presso l’opinione pubblica, provocando dibattiti che hanno evidenziato punti vi sta spesso contrastanti, ma che hanno avuto l’effetto di richiamare l’attenzione su un tema scottante e sempre più di attualità.

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martedì, 12 dicembre 2006

“LA CORRETTA ALIMENTAZIONE PUO’ DIVENTARE UNA SANA ABITUDINE?”

CICLO DI INCONTRI

CIRCOSCRIZIONE IV

COMUNE DI REGGIO EMILIA

Sala Consiglio Circoscrizione IV, Via Gandhi 20/a

 

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mercoledì, 01 febbraio 2006

UCIIM

Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi

A.Ge

Associazione Italiana Genitori

PROF. UMBERTO NIZZOLI

Direttore Sistema dei Disturbi del Comportamento Alimentare

AUSL di Reggio Emilia

I DISTURBI ALIMENTARI GIOVANILI

LUNEDI 6 MARZO – ORE 17.30

CENTRO GIOVANNI XXIII

VIA PREVOSTURA 4 REGGIO EMILIA

 

L’incontro è rivolto a docenti, dirigenti scolastici e genitori.

Sarà rilasciato attestato di partecipazione.

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